La CADUS – Camera degli Avvocati per i Diritti Umani e degli Stranieri esprime forte preoccupazione per quanto emerso in relazione al diniego di accesso agli atti riguardanti il progetto del nuovo Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) di Trento, motivato dall’Amministrazione sulla base della qualificazione dei CPR e delle strutture governative di accoglienza quali “opere destinate alla difesa e alla sicurezza nazionale”.
La vicenda rappresenta un passaggio particolarmente delicato nel rapporto tra poteri pubblici, controllo democratico e tutela dei diritti fondamentali.
L’equiparazione di CPR, hotspot, centri di prima accoglienza e centri di accoglienza straordinaria a infrastrutture militari trova origine nelle modifiche normative introdotte nel 2023, ma l’utilizzo di tale disciplina per limitare l’accesso civico e la conoscibilità degli atti progettuali segna un salto qualitativo che merita un’attenta riflessione pubblica e giuridica.
I centri destinati all’accoglienza, all’identificazione, al trattenimento o al rimpatrio di cittadini stranieri non sono semplici infrastrutture materiali. Essi costituiscono luoghi nei quali vengono esercitati poteri pubblici che incidono direttamente sulla libertà personale, sulla dignità umana, sul diritto di asilo e sul diritto di difesa. Proprio per questa ragione essi dovrebbero essere assoggettati al massimo livello di trasparenza, controllo pubblico e verifica democratica.
La segretezza amministrativa e la possibilità di derogare a procedure ordinarie in materia urbanistica, ambientale e di affidamento dei lavori, se applicate a strutture destinate a persone vulnerabili e spesso prive di una piena capacità di tutela dei propri diritti, rischiano di produrre ulteriori zone d’ombra in un settore già caratterizzato da numerose criticità documentate negli anni da organismi indipendenti, associazioni, operatori sanitari e garanti dei diritti delle persone private della libertà personale.
La CADUS ritiene che la gestione dei fenomeni migratori non possa essere progressivamente assimilata a una questione di natura militare o emergenziale permanente. L’immigrazione è un fenomeno sociale, economico e umanitario strutturale che richiede strumenti di governo trasparenti, proporzionati e rispettosi dello Stato di diritto.
La Costituzione italiana, la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea impongono che ogni limitazione della libertà personale e ogni attività amministrativa incidente sui diritti fondamentali siano soggette a controlli effettivi, conoscibilità degli atti e possibilità di sindacato giurisdizionale.
Per queste ragioni la CADUS auspica che le richieste di accesso agli atti formulate dalla società civile ricevano un pieno riesame e che il Parlamento valuti attentamente gli effetti delle disposizioni che consentono di sottrarre alla trasparenza pubblica la progettazione e la realizzazione di strutture destinate all’accoglienza e al trattenimento delle persone migranti.
Per il Direttivo CADUS, il presidente Marco Ferrero.